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Adattamento Anatomico per SdC (Parte 1)

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Avete mai visto come vengono costruiti i grattacieli o comunque un qualsiasi edificio? Si parte dalle fondamenta per arrivare al tetto. Non so voi, ma io non ho mai visto costruire un edificio a partire dal tetto! 😊

Ciò viene fatto proprio perché le fondamenta sono la base di partenza di tutta la struttura che verrà eretta, e tanto più sono ben progettate e costruite, tanto più ci si assicura di ottenere un edificio sicuro, efficiente e che duri nel tempo.

Ma perché vi ho parlato di questo? Il motivo è molto semplice…

Usare un’analogia è sempre il miglior modo per poter spiegare un concetto che ai non addetti ai lavori può sembrare complicato da comprendere.

Proprio come un edificio, infatti, per costruire un’atleta d’élite è necessario partire dalle fondamenta, che devono essere molto robuste e ben progettate. Nel caso di un’atleta le fondamenta sono composte dalle sue capacità condizionali generali (forza, velocità e resistenza) e l’Adattamento Anatomico è quel periodo di allenamento in cui si lavora per migliorarle, rinforzarle e minimizzare gli scompensi.

L’Adattamento Anatomico non è un periodo di allenamento a sé stante, bensì è la parte iniziale di tutta la periodizzazione dell’allenamento che viene redatta per l’atleta al fine di raggiungere progressivamente il più alto livello dii forza, potenza, agilità e massima velocità e resistenza sport-specifica (peak performance = prestazione di picco).

Ma, considerando che l’Adattamento Anatomico segue sempre un periodo di riposo o di transizione/mantenimento dell’atleta, che quindi non avrà più il suo picco di forma fisica e deve riprendere gli allenamenti per raggiungere un nuovo picco più alto del precedente, quali sono le caratteristiche di questa parte di periodizzazione dell’allenamento?

  • Si parte con carichi bassi (40-60% 1RM), per poi salire progressivamente verso i carichi medi (60-75% 1RM);
  • Anche l’intensità ed il volume devono essere moderati, lavorando soprattutto sull’incremento progressivo di quest’ultimo;
  • Il volume d’allenamento deve essere inoltre bilanciato anche tra muscoli agonisti ed antagonisti al fine di evitare eventuali squilibri posturali che possono inficiare negativamente sulla prestazione;
  • Si lavora soprattutto con i manubri, affinché si possano diminuire gli scompensi tra la parte sinistra e destra e corpo (ricordiamoci che nel 99.9% di SdC si sta in una posizione di guardia asimmetrica);
  • Attenzionare il rinforzo di legamenti, tendini e gruppi muscolari deficitari (siamo forti tanto quanto il nostro anello più debole)
  • Sviluppare la flessibilità e la mobilità specifica per il nostro sport (potresti mai riuscire a tirare un high kick efficace ed efficiente se hai poca mobilità dell’anca?)

Gli Infortuni negli SdC

Uno dei motivi principali per cui non bisogna assolutamente prendere sottogamba il periodo di Adattamento Anatomico è il fatto che gli Sport da Combattimento presentano un ampio e variegato rischio di infortunio.

Un recente studio (C. Lambert et all., 2022), analizzando gli infortuni che si sono verificati nelle varie discipline di SdC durante le Olimpiadi del 2012 e del 2016, ha riportato che nelle discipline di tipo grappling la maggior parte degli infortuni si verificavano a livelli delle articolazioni del ginocchio e della spalla, mentre nelle discipline di tipo striking gli infortuni erano presenti soprattutto su mani e piedi.

Anche se per chi è nel settore nei combat sport da tanti anni è quasi scontato sentir parlare di questo tipo di infortuni, è meno scontato però sapere quali sono state le conclusioni che si sono tratte da questo studio.

Per prevenire al meglio gli infortuni nei combat sport ci si dovrebbe concentrare sull’allenamento della forza dei muscoli che circondano le articolazioni, sul rinforzo dei legamenti e sulla capacità di sapersi muovere agilmente sul campo, ovvero abituare le proprie articolazioni a saper sostenere cambi di direzione repentini e imprevisti al fine di evitare pericolosi angoli articolari fisiologicamente deleteri.

Ma quali sono i motivi per cui avvengono tutti questi infortuni anche a livelli così alti?

I motivi ahimè sono molteplici.

Ne elenco alcuni di qui di seguito:

  • Ci si allena troppo e male. Anche e soprattutto ad alti livelli, persiste ancora purtroppo il concetto del “più ti alleni, più possibilità hai di vincere”. Ciò comporta spesso che in competizione non sarà il più bravo a vincere, bensì chi ha avuto meno infortuni o situazioni di sovrallenamento durante il periodo di preparazione. Quel famoso concetto dovrebbe infatti essere sostituito con il più corretto “più ti alleni con criterio seguendo fisiologia e metodologia dell’allenamento, più possibilità avrai di vincere”.
  • Molti preparatori atletici sono sopravvalutati rispetto alle loro reali competenze. Gran parte di loro hanno studi limitati sulla periodizzazione dell’allenamento, limitandosi ad aver frequentato un corso di un paio di giorni. Per lavorare efficacemente con atleti d’élite è necessario avere solide basi conoscitive di metodologia e fisiologia dell’allenamento sportivo.
  • A differenza di ciò che dice lo studio prima esposto, l’allenamento della forza non viene preso quasi mai in considerazione per il recupero e la prevenzione dagli infortuni.
  • La maggior parte degli infortuni non si presenta nei muscoli, bensì in legamenti e tendini che, non essendo adatti a sopportare le sollecitazioni esterne, cedono. Ciò è dovuto al fatto che questi non vengono allenati in quanto il loro allenamento spesso viene minimizzato o, nel peggiore dei casi, del tutto evitato.
  • Molti preparatori atletici reputano il periodo di Adattamento Anatomico superficiale ed inutile, eliminandolo direttamente dalla programmazione degli allenamenti così da “risparmiare tempo”. Tempo che, a mio modesto parere, con ogni probabilità verrà ripagato con gli interessi quando si andrà in overtraining o si presenta un infortunio.

Per tutti questi e altri motivi è di assoluta importanza lavorare prendere seriamente in considerazione di inserire un periodo di Adattamento Anatomico nel corso del periodo di preparazione ad una gara.

Dopo aver visto il “perché” dell’importanza dell’Adattamento Anatomico in quest’articolo, nel prossimo andremo a vedere come, per quanto tempo e quando strutturarlo.

PER ASPERA AD ASTRA

 

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Graziano Sciuto

Graziano Sciuto

Preparatore Atletico per sport da Combattimento

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