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IL MIO MODO DI PENSARE

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ABOUT – IL MIO MODO DI PENSARE

Io alleno solo atleti

Il più grande spreco nel mondo

è la differenza tra ciò che siamo e ciò che POTREMMO DIVENTARE

Ben Herbster

Lo so, ti sembrerà strano leggere il titolo di un paragrafo intitolato così.

Ma a differenza della maggior parte di coloro che sono più o meno all’interno del mondo degli Sport da Combattimento, io ho deciso di allenare solo ATLETI.

Alleno solo atleti e sai perché?

Perché ogni singola persona che si allena e viene seguita da me viene “gestita” come un’atleta. Tutti indistintamente a prescindere che tu sia un’agonista o solo un’amatore.

La realtà è che da quando ho iniziato a pensare ad ogni mio fighter come un’atleta agonista, a prescindere che volesse gareggiare o meno, la qualità del mio lavoro è migliorata notevolmente.

Ma cosa vuol dire gestire un’atleta?

Vuol dire fargli raggiungere la miglior performance possibile per la competizione specifica che dovrà affrontare.

Con ciò non voglio dire che bisogna necessariamente salire sul ring per misurarsi contro un avversario, perché per un’amatore la competizione specifica può essere anche la propria vita di tutti i giorni, dove ci si sbatte e si lotta per portare a casa il pane.

E un conto è farlo con facilità grazie alla presenza di un proprio corpo atletico e prestante, tutt’altro conto è doverlo fare a fatica, con continui intoppi che ti rallentano sempre più a causa di un corpo che non ti permette di adattarsi in maniera tempestiva alle difficoltà che ti pone davanti la vita.

Quindi voglio mostrarti adesso quali sono i 4 ASPETTI FONDAMENTALI che guardo e tengo fortemente in considerazione per far raggiungere ai miei Atleti-Fighter la massima performance che il proprio fisico può mettergli a disposizione:

  • ALLENAMENTO: dobbiamo dare il giusto stimolo allenante al nostro allievo, non c’è nulla da inventarsi, dobbiamo capire attraverso una precisa analisi di dove partiamo, dove vogliamo arrivare. È inutile utilizzare programmi prestampati o quello dell’amico, bisogna costruire un allenamento su misura. Iniziamo a dare importanza non solo alla quantità di allenamento ma anche alla Qualità
  • ALIMENTAZIONE: è fondamentale inserire il giusto carburante dentro la nostra Ferrari, è inutile allenarsi come un pazzo se poi si mangia male, la performance passa attraverso la corretta alimentazione. Abbiamo una Ferrari a disposizione? Bene!!! Allora metti la 100 ottani e facci pure il pieno!!!!
  • RECUPERO: bisogna capire quando il nostro allievo necessità di un recupero fisico. Capire i giusti carichi ma anche i giusti tempi di recupero per evitare di incorrere nell’infortunio. Per recupero intendo anche un recupero “fisioterapico-posturale” in modo da poter evitare infortuni e poter lavorare in massima sicurezza.
  • ASPETTO MENTALE: non c’è nulla da fare. La centralina è tutta nella testa. Bisogna capire il modo di ragionare del nostro atleta, le sue debolezze e i suoi punti di forza, capire come aiutarlo nei momenti di difficoltà e come tirar fuori il meglio di sé durante tutto il suo percorso.

Questi quattro punti sono tutti collegati tra loro e non si può prescindere di lavorarne uno senza considerare gli altri restanti.

Per far ottenere al mio atleta un alto livello prestativo, devo assolutamente avere tutti questi punti in equilibrio (provate a pensare quante volte si è detto “quello è fortissimo ma non ha la testa”)

Pertanto, come con i fighter agonisti, nello stesso modo lavoro con i miei fighter amatoriali. È inutile concentrarsi di più su alcuni atleti tralasciando gli altri o considerandoli meno. Come è inutile concentrarsi solo su un aspetto e scordarsi degli altri.

L’obiettivo dei fighter si raggiunge migliorando ognuno dei 4 aspetti appena descritti a prescindere che sia un’agonista o un’amatore. Fermati un attimo a riflettere su questo aneddoto che ti do:

In media, nella carriera di un coach per SdC, quante persone passano ad allenarsi sotto di lui?

Moltissimi.

Quanti ne escono agonisti di successo?

Se arriviamo a contarli sulle dita di due mani è già davvero un gran successone.

E tutto ciò perché accade?

eh ma sai, i giovani di oggi non sono più come una volta

Questa frase, che rappresenta la risposta del 99% degli istruttori di SdC, mi sa tanto di volpe che disse che l’uva era acerba perché era troppa alta.

Cosa pensi succederebbe invece, se solo tutti gli istruttori di SdC si mettessero anche loro a guardare questi 4 aspetti fondamentali appena descritti???

Te lo dico io cosa succederebbe:

Ci sarebbero così tanti fighter REALMENTE pronti a combattere, che si potrebbero organizzare combattimenti per ogni fine settimana dell’anno e per ogni categoria di peso.

 

La concorrenza mi disturba

Posso avere stima di una SANA competizione

ma mai paura di una pessima imitazione

Anonimo

Purtroppo il mondo è pieno di opportunity seeker, ovvero di “ricercatori di opportunità”, cioè coloro che stanno sempre lì in agguato, pronti a ad aggredire una qualsiasi opportunità vantaggiosa per loro.

“guarda quello che sta dando delle info gratis!!! prendiamole subito e poi scappiamo!!!”

Per nostra fortuna però, per ogni opportunity seeker che c’è là fuori, c’è tantissima gente come te che ha REALMENTE bisogno delle info che fornisco e che guarda più al contenuto e alla qualità delle informazioni fornite e a come poterle applicare concretamente, anziché guardare al fatto di avere un programma già pronto da poter utilizzare spacciandolo per proprio.

Anche perché, tutti quei ricercatori di opportunità di cui abbiamo parlato, alla fine dei conti non usufruiranno mai realmente delle info che fornisco, per il semplice fatto che:

  • Una volta lette le info, fermandosi solo ai programmi in sé, non riusciranno mai a capire i concetti che ci stanno alla base che lì potrebbero aiutare a poter modificare e ottimizzare gli allenamenti in base ai vari casi che si potrebbero presentare
  • Avendo questo book a portata di mano, fin tanto che non sia realmente propenso ad aumentare le proprie conoscenze, rimarrà lì ad ammuffire per non so quanto tempo prima che venga letto realmente e con cognizione di causa

Andando alla concorrenza, la diffusione di palestre e centri personal sta diventando così diffusa, che vi è ormai anche una concorrenza spietata tra le palestre ed i personal trainer stessi. Tutti vogliono allenare tutti, in qualsiasi modo e con qualsiasi certificazione.

Non passa giorno che senta un “collega” parlar male degli altri infangandone il nome senza alcun criterio valido.

Esatto hai letto bene, come ho appena detto, io ho parlato di collega e non di concorrente.

E non è un errore proprio perché li reputo appunto colleghi e non concorrenti a cui rubare i clienti.

Personalmente potrei essere solo contento su un altro personal trainer possa trarre vantaggio da ciò che dico e diffondo da anni.

Altro non è che una gratificazione per me, perché conferma ulteriormente che come lavoro io funziona bene, tanto bene da essere copiato anche da altri.

Si, in effetti mi darebbe molto fastidio invece vedere qualcuno che applica ciò che dico, senza però mostrare gratitudine o creare un rapporto di crescita reciproca con me al fine di ottimizzare sempre più un modo di lavorare già di per sé ottimo.

 

Programmazione Personalizzata: Bene di Lusso?

La civiltà occidentale è un coacervo di articoli di lusso

elaborato da parassiti

per il consumo di oziosi

Nicolàs Gòmez Dàvila

Il titolo è stato messo di proposito nell’ordine in cui lo vedi.

Una Programmazione dell’allenamento totalmente PERSONALIZZATA con tanto di eventuali sedute personal specifiche per l’atleta, può essere considerata realmente un bene di lusso?

Secondo la mentalità comune si, perché al giorno d’oggi purtroppo si pensa prima di tutto al fatto che pagare un professionista che impieghi tanto tempo a cucire addosso all’atleta una programmazione personalizzata fatta ad hoc:

  • È un impiego di tempo inutile
  • Non è un investimento utile a far aumentare la prestazione atletica del fighter

Effettivamente anche secondo il mio pensiero è un impiego di tempo inutile, ma anche no…

Dammi un attimo per esprimerti il mio pensiero.

Ho sempre rifiutato la visione della Programmazione Atletica Personalizzata come qualcosa di inarrivabile o comunque che sia adatta solo ad atleti professionisti o d’elitè, sostanzialmente per due motivi:

  • Motivo 1: a pochissimi viene concesso di avere una programmazione personalizzata

E questo è inaccettabile in un’epoca dove ci sono tantissimi aspiranti fighter che però si vedono sbattuta la porta in faccia solo perché vengono messi in secondo piano dalla presenza di atleti già più esperienti di lui. Per non parlare degli effetti nefasti degli allenamenti di gruppo creati senza criteri d’allenamento che siano realmente adatti a quelli che sono gli obiettivi di un vero fighter, ovvero saper combattere, e saperlo fare al meglio.

  • Motivo 2: Vivrei come un fallimento professionale se un fighter fosse costantemente e nel lungo periodo “dipendente” dalla mia presenza e dai miei allenamenti per trovare i mezzi fisici e mentali per migliorare la propria prestazione atletica

Proprio per questo nel lungo periodo cerco di essere un semplificatore, ovvero devo essere in grado di rendere la persona “indipendente”, nel più breve tempo possibile, nel percorso di raggiungimento del proprio “potenziale” di prestazione atletica, che sia un fighter d’élite o un semplice amatore che vuole vivere la quotidianità al meglio delle proprie possibilità e stato di salute.

Con ciò non voglio dire che una volta addestrato, il fighter deve allenarsi da solo, non fraintendermi.

Quello che sto cercando di dirti è che c’è una sostanziale differenza tra seguire passivamente gli allenamenti impartiti dal coach, e capirne invece nel tempo i principi che ci stanno alla base così da lavorarci sempre addosso insieme per renderli sempre migliori e ottimizzati rispetto all’obiettivo che ci si pone.

Purtroppo mi capita ancora molto spesso sentirmi dire da certi “colleghi” queste parole:

io ho degli allievi che ormai senza di me non saprebbero minimamente come allenarsi. Sono il loro punto di riferimento!!!

Ma quando gli faccio notare il mio pensiero di lavoro, noto con dispiacere che si inalberano inutilmente considerando più che legittimo avere un folto gruppo di seguaci pronti a tutto per lui. Seguaci che tra l’altro fungono da flusso di cassa costante per le tasche del coach.

“Mica mi devo mettere a cercare sempre nuovi atleti!!!”

Questo è ciò che esce dal pensiero di alcuni rinomati PITTI’ che lavorano con alcuni atleti…

Ovvero un pensiero del tutto egoistico e che non mira assolutamente all’obiettivo primario dell’atleta, che non è semplicemente farlo allenare, ma è renderlo:

  • PERFORMANTE NEL LUNGO PERIODO
  • CONSAPEVOLE DEGLI ALLENAMENTI CHE SEGUE
  • CAPACE DI RAGGIUNGERE LA PEAK PERFORMANCE (prestazione di picco) il giorno della gara

Proprio per questo io, dopo un primo periodo di percorso eseguito insieme all’atleta passo passo con un numero definito di sedute personal ed una programmazione mutevole nel tempo dove si mira a ottenere il pieno controllo motorio del proprio corpo, porto in maniera del tutto naturale la persona stessa a “sentirsi” indipendente nel proseguire il suo percorso di allenamento, continuando comunque ad interfacciarsi con il proprio coach al fine di migliorare sempre più la propria prestazione tecnica ed atletica.

E questo può accedere solo se sono state create le basi attraverso una programmazione dell’allenamento personalizzata dandogli il giusto periodo di tempo per consolidarsi, e ottenendo così delle fondamenta utili a poterci costruire sopra un corpo solido e prestante pronto a diventare un treno in piena corsa quando si sale sul ring.

In tutto ciò, l’UNICO motivo per cui inserire delle sedute personal in futuro secondo la mia etica professionale, è il fatto di dover migliorare determinati movimenti tecnici al fine di ottenere nuovi stimoli per migliorare la prestazione atletica dell’atleta.

E ciò non lo fai con semplicemente continuando a fare delle sedute d’allenamento classiche di gruppo, ma lo fai con delle sedute personal che diventano delle vere e proprio ore di formazione pratica tra il preparatore e l’atleta in quanto si va a studiare nello specifico un determinato movimento al fine di migliorarlo.

 

Graziano Sciuto

Graziano Sciuto

Preparatore Atletico per sport da Combattimento

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